La base di partenza è un Suzuki DR600 dell'86 esattamente come questo.

La mia idea è quella di creare un qualcosa stile scrambler o meglio street tracker, sulla linea delle moto da flat-track. Niente di troppo nuovo da inventare, ma comunque divertente da fare.

Quando avrò finito io, probabilmente se ne saranno viste già tantissime, ma è difficile stare al passo dei professionisti lavorando nei ritagli di tempo...

(Ottobre 2010)

 

 

 

 

Questa è la moto in mio possesso, è rimasta abbandonata in garage dal vecchio proprietario dopo aver tentato invano di farla somigliare ad un supermotard...

Ciò che mi è arrivato in garage è esattamente quello che vedete più uno scatolone col resto dei pezzi originali.

 

 

 

 

Per cominciare, via il telaietto posteriore per poi mettere a misura il tutto.

Considerando di voler montare una forcella stradale, magari a steli rovesciati, si deve mantenere una misura perno ruota- piastra superiore tra i 70 e i 76cm, e volendo mantenere i 22/23° di inclinazione del cannotto, la posizione del telaio è quella in foto. La luce a terra sarà di 22/23cm una volta montati i cerchi a raggi da 19".

 

 

 

Questo è il serbatoio che verrà utilizzato, ho deciso per questo perchè è in alluminio, è molto anni 70/80, e perchè è proprio Suzuki..!

Probabilmente la posizione non sarà esattamente questa, ma più o meno...

Ora, volendo montare un mono regolabile di derivazione R1, bisogna inventarsi dove e come attaccarlo...

Inaspettata la comodità di questa livella con goniometro elettronico comprata per due lire al discount...

 

Qui di seguito allego una galleria di foto della creazione dell'attacco e relative piastre di collegamento per il mono.

 

Se volete, cliccate sulla prima foto e godetevi lo slide show...

 

 

 

 

 

 

Fermo per il momento il resto dei lavori per abbozzare una forma per il codone, non sò ancora se mi piacerà, per adesso le linee sono quelle che si capiscono dalle foto sotto...

 

 

 

 

 

 

Alla fine, taglia e cuci, raspa raspa, lima lima, per il momento mi sono fermato qui.

 

 

 

 

 

A volte (spesso...) succede che si cambi radicalmente idea in corso d'opera, infatti il primo codone alla fine non mi piaceva proprio, quindi ecco una seconda versione che per il momento mi aggrada molto di più...

 

Sò che avete già notato la piastra superiore montata all'incontrario, ma c'è il suo perchè... :)

 

 

 

 

 

 

 

...un'altra vista...

 

 

 

 

 

 

...certo che bisogna avere un bel pò di fantasia per immaginarsela adesso come verrà finita, con ruote a raggi da 19", il telaietto posteriore in alluminio, le marmitte e una verniciatura adeguata...

 

 

 

 

 

 

 

...vedremo. A me, che più o meno un idea ce l'ho, piace!

 

 

 

(Aggiornamento, Dicembre 2010)

 

In queste foto si può notare che la moto ha ricevuto un bella forcella di derivazione R6, con steli totalmente regolabili e di diametro superiore rispetto a quelli delle foto precedenti, passando da 41 a 43mm.

Ho così potuto realizzare le piastre di sterzo definitive comprese di risers. Devono solo essere rifinite, ovvero lucidate un pò meglio...

Disegnate con Solidworks e lavorate con la fida BF20 (non è stato un lavoretto da niente, sopratutto per la piastra inferiore che è alta 40mm)

 

 

 

 

 

Dettaglio del riser.

Apparentemente un lavoro molto semplice, porta via un sacco di tempo realizzarne uno... va preso almeno tre volte sulla fresa, e gli utensili da utilizzare sono almeno sette...

 

 

 

 

 

 

Una vista dall'alto.

L'aspetto è abbastanza massiccio, non è male...

 

 

 

 

 

 

Ecco una visione di insieme di come è la moto al momento. L'avantreno si può considerare definitivo, finiture a parte.

 

 

 

 

 

 

Secondo me (e per fortuna...) avantreno, serbatoio e ruota anteriore si amalgamano abbastanza bene, per il momento proporzioni e linee mi piacciono molto.

 

Dettaglio del cerchio posteriore.

La realizzazione di questa ruota non è stata semplicissima, prima fra tutte la difficoltà di trovare un mozzo adattabile al resto, cosa che pensavo più facile ed economica...

Poi ho dovuto sostituire la lama, dalla originale da 1.85" a quella Excel che si vede in foto che ha misura 2.50". La suddetta lama era anodizzata grigia (come quella anteriore), per lucidarla ho dovuto prima farle il bagno nella soda caustica, poi dedicarle un buon 3-4 ore di lucidatura con le varie spazzole e paste lucidanti...

 

 

 

 

 

 

Mi sono anche lanciato nell'impresa tutt'altro che semplice del rimontaggio, senza esperienza tirare i raggi per centrare il cerchio è un lavoro lungo e noioso...

In questa foto, lo smontaggio, ancora prima di verniciare il mozzo di nero opaco.

 

 

 

 

 

 

Come volevasi dimostrare, una volta montata la gomma il codone risultava troppo corto... Ed ecco quindi approntato il terzo! Più lungo e sottile, arriva a coprire la ruota sufficientemente inoltre snellisce molto la linea della moto

 

 

 

 

 

In questa foto, ho provato ad abbozzare i terminali e un ipotetico fanalino posteriore.

Gli scarichi passeranno a destra, ora sono a sinistra per... esigenze "spaziali"...

 

 

 

 

 

 

Nella sequenza seguente, un piccolo esempio della procedura usata per modificare le forme o i profili... Un lavoro di taglia/incolla raspa/lima/carteggia...

 

 

 

 

 

 

 

Ed ecco quindi la forma pressochè definitiva del codone (sempre che non mi venga in mente altro in futuro)...

Ed ecco una prima stampata in carbon-kevlar del codone. Come si può vedere ho lavorato all'incontrario, invece di creare uno stampo dalla forma in poliuretano, ho laminato direttamente sulla stessa tre fogli di carbon-kevlar. Operando così ci sono vari pro e contro, mi sono risparmiato il tempo e il materiale per fare lo stampo ma la forma in poliuretano è andata persa per sempre (ho duvuto romperla per toglierla per via dei sottosquadri), il codone così è in un pezzo unico mentre per ricavarlo da uno stampo avrei dovuto farlo in due pezzi da unire dopo (sempre per via dei sottosquadri), infine lavorando in positivo, per avere una bella superficie bisogna necessariamente stuccare e carteggiare per eliminare le imperfezioni, ma visto che questo codone và verniciato è un problema minore.

 

 

 

 

 

 

...una brutta foto sfocata dove si vede parte del telaietto posteriore pressochè finito...

 

 

 

Un intermezzo sulla realizzazione del perno ruota anteriore... Il problema era che la ruota ha due cuscinetti con interno 17mm (non facilmente sostituibili con altri aventi interno molto più largo), mentre la forcella, nello stelo sx aveva un foro filettato M18... E' stato quindi necessario creare una boccola con maschio M18 e interno M16 da montare fissa sullo stelo, nonchè un perno nuovo.

 

 

 

 

 

Per avvitare in perno, al posto del classico esagono in cui infilare la brugola, mi è sembrato più bello questo sistema con sei fori, creando anche una chiave dedicata...

 

 

 

 

 

 

In questa immagine si vedono i quattro distanziali creati per spostare il disco posteriore dal mozzo, lavoro necessario per non fare toccare la pinza ai raggi.

 

 

 

 

 

 

A questo punto, si parte con la realizzazione del supporto pinza: dima in cartoncino, prototipo in plexiglass, infine realizzazione in ergal 7075...

 

 

 

 

 

 

 

...dalla carta al metallo...

 

 

 

 

 

 

 

 

...ecco pinza e supporto montati...

 

 

 

 

...venerdì 8/02/2011, al momento la moto si presenta così. Alla vista risulta troppo alta nella parte posteriore, il prossimo passo sarà quello di ridurre l'interasse del mono (aumentando così un pò l'inclinazione forcella che è sui 22°...), e forse abbassare leggermente il telaietto reggisella.

 

 

 

 

 

 

Avendo deciso che il manubrio mi sembra troppo alto e chiuso, procedo a costruirne uno nuovo.

Decido anche che il nuovo manubrio sarà un doppia sezione, 26 e 22mm

 

 

 

 

Procedo quindi con un pò di taglia e cuci con tubo e curve da 26mm, saggiando nuovamente le mie innate capacità col tig... :(

Decisa la prima inclinazione dei tubi di 47°, ho saldato due montanti lunghi 9cm

 

 

 

 

 

 

 

Per posizionare le due curve in alto alla giusta inclinazione e sopratutto speculari tra loro, ho prima di tutto segnato il punto in cui erano in linea col resto...

 

 

 

 

 

 

...una volta decisa l'inclinazione che dovrà avere, ho segnato dove arrivava il riferimento sulla curva. Poi è bastato misurare la distanza tra i due punti e riportarla sull'altro montante come si vede dalle foto sotto.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

...quindi si dà una puntatina...

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

... lo so, guardandola così sembra una moto incidentata, ma.... bisogna avere lungimiranza e vedere oltre... ;)

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Questa è una prova al volo, con due tubi da 22 appena incastrati, giusto per controllare le inclinazioni...

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

...ora bisogna preparare due coni per ridurre i diametri dei montanti da 26 a 22...

 

 

 

 

 

 

 

 

...eccone uno in preparazione...

 

 

 

 

 

 

...ed ecco il tutto saldato (..diciamo attaccato, purtroppo con il TIG devo ancora farci una buona mano...)

Ora si può rifinire e verniciare.

 

 

 

 

 

 

...il risultato finale verniciato e montato.

Così nero non è male, ma "invita" a fare nere anche le piastre di sterzo, cosa che non avevo scartato del tutto nemmeno prima. Vedremo.

 

 

 

 

 

 

 

Flangia freno posteriore in Inox... un pò di lavoro manuale, old school... :)

 

 

 

 

 

 

E ora tocca ai supporti per il mono da saldare al forcellone.

 

Dal pezzo di ferro ai componenti finiti.

 

 

 

 

 

 

 

Il codino appena sfornato, stuccato e col fondo, pronto da verniciare...

Last release... nuova verniciatura per manubrio e piastre...

 

 

 

 

 

Per fare il verso alle Ohlins, ho creato due finti tappi e due manopoline di regolazione precarico... giusto per ;)

 

La foto è sfocata, lo sò... :((

 

 

 

 

 

 

 

...il risultato non è male, no? ;)

E ora proviamo a cimentarci con la costruzione degli scarichi...

 

Calcolato (più o meno) il raggio voluto delle curve dei collettori, si procede a tagliare un numero infinito! di fettine di tubo con la sega inclinata, in questo caso di 4°.

Successivamente si procede alla puntatura e conseguente saldatura a TIG. Se uno fosse bravo a saldare, il risultato estetico sarebbe di sicuro effetto scenografico, con tutte i caratteristici aloni colorati dal giallo al blu...

Le ghiere sono in ergal, ricavate dal pieno :)

 

 

 

 

 

 

 

Ho cercato di far seguire al collettore la stessa linea di inclinazione del cilindro...

 

 

 

 

 

 

 

 

... e per ora il profilo è questo.... :)

 

 

 

Giugno 2011,

 

decido che il telaietto in alluminio non mi piace più, intralcia il passaggio degli scarichi e guardando da dietro non si amalgamava bene col resto.

Quindi via tutto e vai di tubo a saldare.

Ai nuovi tubi ho dato un pò di piega, per movimentare un pò il disegno. Ho cercato di seguire le inclinazioni dei tubi anteriori. Ora l'aspetto è più leggero, c'è molto più spazio per il passaggio degli scarichi e sicuramente il tutto è più robusto...

Terminali, dal disegno ai pezzi finiti...

 

 

 

 

 

 

 

 

Con l'ausilio di un semplice programmino, si crea lo sviluppo della forma voluta...

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Le foto che seguono illustrano la realizzazione dei due terminali da lamiera inox da 0.8mm tagliata al laser

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Ho preventivamente tornito un cono di pvc che serve da stampo su cui verrà avvolta la lamiera, in mancanza di una vera e propria calandra.

 

 

 

 

 

 

 

 

Si procede poi a rifinire il tutto tu un tubo piu piccolo per rendere il cono più tondo possibile ed allineare le "labbra" da saldare

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Una volta allineato bene il tutto si danno un paio di punti e poi si procede a saldare

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Ed ecco infine il cono tutto saldato.

A questo punto come dimostrano le foto sotto, i due diametri risultano un pò deformati e quindi è necessario ribattere il tutto sul tubo per ripristinare le rotondità

 

Con lo stesso procedimento si realizzano i controconi, ed ecco quindi come si presenteranno i terminali finiti

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Passo quindi a realizzare la canna forata...

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

...arrotolando la lamiera su un tubo.

 

 

 

 

 

 

 

Nelle foto sotto si può vedere l'anello che congiungerà la canna al terminale, per un risultato estetico più gradevole, e la sequenza d'assemblaggio.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

...ed infine, il risultato.

E venne il giorno del primo collaudo...

...ma si sà, non tutte le ciambelle riescono col buco...

Per cause che non stò a spiegare in questo momento, la prima prova su strada del prototipo pur essendo stata redditizia per testare ciclistica e motore, ha avuto un finale "devastante"...

Nessun danno al pilota (con molta fortuna) ma conseguenze serie per il mezzo...

Inizia la tempestiva ricostruzione...

Di seguito, una sintesi della ricostruzione delle nuove piastre di sterzo e i relativi risers

Modifiche al forcellone

Si procede con le modifiche al forcellone: fazzoletti di rinforzo nella parte posteriore vicino ai nuovi attacchi del mono e "stondamento" del traverso prossimo alla ruota:

Finitura telaio

Eliminazione fori inutili, ripasso saldature, stuccature varie, preparazione alla verniciatura...

Lucidatura cerchi e altri componenti

Un lavoro pesantuccio, noioso, lunghino... deanodizzare e lucidare i cerchioni, i foderi della forcella e altre minuterie, più zincatura di altri particolari.

Riassemblaggio ruote

Il telaio verniciato

Ricostruzione di vari componenti

Costruzione nuovo mozzo disco freno anteriore

Un gran bel pezzo realizzato dal pieno, in collaborazione con Michele (MC Garage Ravenna)

Realizzazione faro anteriore

Partendo da una ciotolina in Inox dell'Ikea che aveva dimensioni perfette, è stato realizzato il faro anteriore della moto. Un lavoretto non da poco, a cominciare dalla ricerca di una parabola con diametro identico alla ciotola...

La conclusione...


Il 20 Aprile 2013 dichiaro la moto finita. Ovviamente si potrebbero apportare ancora innumerevoli modifiche e migliorie, ma ad un certo punto è necessario concludere, diversamente progetti di questo tipo non avrebbero mai fine...

La prima occasione per provare in strada la moto è un pomeriggio in cui viene fatto un servizio fotografico al fine di proporre il tutto a qualche rivista del settore per un eventuale pubblicazione